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apertura studio fotografico di simone angileri e clelia
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La nostra biografia.


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Nati per fotografare, restituiamo le emozioni che ci hanno dato ricordi immensi. 

I nostri più grandi ricordi sono narrati nelle nostre fotografie. 

Le nostre storie

Simone Angileri, fotografo e videomaker da sempre. 

Prima ancora di diventare il suo lavoro, la fotografia è stata la sua memoria.

simone angileri fotografo da bambino

Simone Angileri nasce il 1° giugno 1989 a Tunisi, dove la sua famiglia viveva per il lavoro del padre, Carabiniere in servizio presso l’Ambasciata italiana.

Dei suoi primi anni di vita conserva pochi ricordi diretti, ma può ancora vederli.

Suo padre, grande appassionato di tecnologia, possedeva una videocamera Sony e filmava continuamente la famiglia, lasciando ore di immagini e di momenti che Simone aveva vissuto, ma che era troppo piccolo per poter ricordare.

Crescendo, quelle immagini avrebbero assunto un valore enorme.

Tornata la famiglia a Roma, fotografie e fotocamere continuarono a far parte della quotidianità: Polaroid, compatte, macchine analogiche, obiettivi e centinaia di fotografie stampate. Simone iniziò prestissimo a fotografare e riprendere ciò che aveva intorno: famiglia, amici, giornate e avvenimenti.

A tredici anni arrivò la sua prima fotocamera digitale, una piccola Amstrad da 

3 megapixel. 

Tecnicamente aveva ben poco di straordinario, ma gli permetteva finalmente di fotografare e registrare senza sosta. Negli anni successivi arrivarono Sony, Olympus, BenQ, nikon e i primi esperimenti con Photoshop e Lightroom, quando ancora non sapeva che ciò che stava facendo avrebbe avuto un giorno il nome di post-produzione.

Stava semplicemente facendo ciò che aveva visto fare per tutta la vita: conservare ricordi.

A diciannove anni Simone perse suo padre.

Poco tempo dopo ricevette un assegno di 899 euro legato alla sua scomparsa. 

Ed un giorno, a Roma, vide una Nikon D5000 in offerta.

Costava esattamente 899 euro.

La comprò.

Quella macchina fotografica segnò l’inizio di qualcosa di nuovo. La fotografia divenne una presenza costante: studiava, sperimentava, fotografava continuamente. Arrivarono i primi clienti, il primo portfolio e, dal 2012, i primi matrimoni e le collaborazioni con diversi studi fotografici.

Quello che oggi viene definito reportage, per Simone era iniziato molto prima: era semplicemente il modo in cui aveva sempre raccontato la vita.

Negli anni la passione è diventata una professione, la tecnica si è evoluta e l’esperienza è cresciuta. Ma il motivo per cui continua a fotografare e filmare è rimasto profondamente lo stesso.

Simone ha avuto la fortuna di poter rivedere momenti della propria vita che da solo non avrebbe potuto ricordare. Oggi il suo lavoro è fare lo stesso per gli altri.

Raccontare un matrimonio, una famiglia, uno sguardo, una voce e le persone che erano lì.

Perché un giorno quelle immagini non saranno soltanto fotografie e film.

Saranno la testimonianza di una parte della loro vita.

Clelia Desiato, fotografa e visual da sempre.

La fotografia può aspettare. Anche quando la vita porta altrove.

Clelia nasce il 15 luglio 1987 a Caserta e cresce in una realtà decisamente poco convenzionale.

La sua famiglia lavorava nei mercati vendendo abiti usati e buona parte della sua infanzia trascorre tra furgoni, bancarelle, persone sempre diverse e giornate in continuo movimento.

Forse è proprio lì che impara una delle cose che ancora oggi caratterizzano il suo modo di fotografare: osservare le persone.

Fin da bambina è attratta dalle fotocamere. Fotografa ciò che vive, la famiglia e tutto quello che accade intorno a lei. Quando arriva il momento di scegliere il proprio percorso di studi, quella passione diventa qualcosa di concreto: frequenta l’Istituto d’Arte e si diploma specializzandosi in fotografia.

Sembrava l’inizio di una strada già scritta.

La vita, invece, la porta altrove.

Per diversi anni Clelia lavora nella vendita e come commessa. La fotografia rimane apparentemente in secondo piano, ma non scompare mai davvero. Continua a fotografare la propria famiglia, le nipoti e le persone a cui vuole bene.

Quella passione rimane lì, in attesa.

Negli anni Clelia e Simone si incontrano diverse volte durante eventi e occasioni di lavoro. Quando Clelia decide di sposarsi, sceglie proprio Simone per raccontare fotograficamente il suo matrimonio.

Quel matrimonio, però, non si farà.

Qualche mese più tardi anche la vita di Simone è cambiata e i due iniziano a frequentarsi.

La fotografia torna così nella vita di Clelia in una forma completamente nuova. Diventa il linguaggio che li accomuna: giornate trascorse a parlare di immagini, studiare fotografia, analizzare luce, composizione, tecnica e fotocamere.

Quello che Clelia aveva studiato anni prima incontra finalmente l’esperienza quotidiana sul campo.

Dal 2022 inizia a lavorare professionalmente al fianco di Simone, affrontando matrimoni ed eventi e trasformando definitivamente quella passione mai abbandonata nella propria professione.

Matrimonio dopo matrimonio arrivano esperienza, consapevolezza tecnica e soprattutto un modo personale di raccontare le persone, fatto di sensibilità, precisione e attenzione ai dettagli.

La fotografia, in fondo, non era mai uscita dalla sua vita.
Aveva semplicemente aspettato il momento giusto per tornarci.

Simone e Clelia, il connubio perfetto.

Due storie diverse. La stessa fotografia.

Quando Simone e Clelia iniziano a frequentarsi, la fotografia diventa immediatamente parte della loro quotidianità.

Passano intere giornate insieme a fotografare, studiare libri e manuali, confrontarsi su luce, tecnica, composizione e immagini. L’esperienza costruita da Simone in anni di lavoro sul campo incontra la formazione e la sensibilità fotografica che Clelia aveva lasciato in sospeso.

Giorno dopo giorno, quella passione condivisa diventa qualcosa di più grande.

Simone sceglie progressivamente di concentrarsi maggiormente sulla videografia e sulla direzione creativa, mentre Clelia assume un ruolo centrale nella fotografia, fino a diventare la fotografa di riferimento di Studio Angileri.

È proprio lavorando insieme che scoprono quanto siano complementari i loro modi di vedere.

Clelia porta nella fotografia una sensibilità personale, una particolare attenzione alle persone, alla famiglia e a quei piccoli gesti capaci di raccontare più di qualsiasi posa. Con le spose crea naturalmente un rapporto fatto di ascolto, complicità e attenzione ai dettagli.

Simone mantiene un’impronta più tecnica e cinematografica: luce, movimento, suono e costruzione del racconto diventano strumenti attraverso i quali trasformare ciò che accade in immagini.

Due sensibilità differenti che non si sostituiscono. Si completano.

Da quel momento vita privata e professionale crescono insieme. Matrimonio dopo matrimonio, evento dopo evento, Simone e Clelia costruiscono il proprio metodo di lavoro e, con esso, lo Studio Angileri di oggi.

Clelia porta precisione, gusto, organizzazione e una forte sensibilità verso le persone. Simone cura maggiormente gli aspetti tecnici, cinematografici e la direzione creativa. I ruoli sono differenti, ma fotografia, video, organizzazione e rapporto con i clienti vengono continuamente condivisi e confrontati.

Essere una coppia anche nella vita rende questo equilibrio ancora più naturale. Conoscono reciprocamente il proprio modo di lavorare, sanno quando lasciare spazio all’altro e spesso basta uno sguardo per capire cosa sta per accadere.

Ma soprattutto condividono qualcosa che viene prima della tecnica e delle fotocamere:

sanno quanto può diventare importante un ricordo con il passare del tempo.

Per questo, quando raccontano la storia di qualcun altro, non la considerano mai semplicemente un altro lavoro.

Dentro ogni racconto portano ciò che sono, quello che hanno imparato e una parte della propria storia.

Perché prima di raccontare la vostra,

la fotografia ha raccontato la loro.

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